La firma cerebrale delle promesse infrante

Data: 07-05-2010

Osservare l'attività cerebrale per capire se le promesse fatte verranno mantenute: è quanto ha cercato di fare, riuscendoci, un gruppo di ricercatori delleUniversità di Zurigo e di Costanza, che descrivono il loro studio in un articolo pubblicato sulla rivista "Neuron"

La promessa costituisce uno dei più antichi comportamenti specificamente umani ed è volta a promuovere la cooperazione e la fiducia. Pur non essendo in genere legalmente vincolate, la promessa è la base di un incalcolabile numero di scambi economici e sociali nella vita quotidiana. Le promesse non vengono però solo fatte, vengono anche rotte e nella nella società le spinte e gli incentivi materiali a tradirle sono anch'esse innumerevoli.

A dispetto dell'onnipresenza e dell'importanza delle promesse nella nostra vita, ben poco si sa sulle basi e sui meccanismi fisiologici che sottostanno a questo fenomeno. Per cercare di chiarirli il neuroscienziato Thomas Baumgartner e gli economisti Ernst Fehr e Urs Fischbacher hanno così condotto un esperimento nel quale un gruppo di soggetti è stato esposto, mentre ne veniva registrata l'attività cerebrale, a una serie di interazioni sociali in cui venivano fatte delle promesse, e quindi a sollecitazioni che prefiguravano un guadagno per chi la rompeva e una perdita per chi quella rottura doveva subire. 

I risultati hanno mostrato che la rottura di una promessa è caratterizzata da un forte aumento di attività in aree del cervello che hanno un ruolo di primo piano nei processi di gestione dell'emotività e del controllo delle azioni, suggerendo che la rottura di una promessa inneschi un conflitto emotivo nel "fedifrago", legata alla soppressione della risposta fedele. 

Cosa ancora più importante, l'analisi condotta dai ricercatori sugli schemi di attività "fedifraga" ha mostrato che è possibile predire con buona approssimazione il comportamento futuro dei diversi soggetti. Quelli che alla fine hanno tenuto fede all'impegno e quelli che lo hanno poi tradito appaiono infatti comportarsi nello stesso modo nel momento in cui fanno la promessa, tuttavia, già in questa fase l'attività cerebrale fa spesso presagire la futura rottura del patto. 

"Questa scoperta permette di speculare che la misurazione dell'attività cerebrale possa essere applicata in un futuro (distante) non solo per acchiappare i colpevoli, ma che possa anche essere d'aiuto per la prevenzione di frodi e atti criminali, un po' come prefigurato nel film di fantascienza 
Minority Report", osserva Baumgartner.

"Abbiamo scoperto degli elementi critici delle basi neuronali della rottura delle promesse", ha aggiunto Ernst Fehr. "Alla luce del significato delle promese nella vita di tutti i giorni e della 'coabitazione interpersonale' all'interno della società queste scoperte offrono la prospettiva di poter penetrare e comprendere a fondo le basi fisiologiche generali del comportamento pro-sociale e soprattutto di quello antisociale." (
gg)

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