Ma cosa sono venuto a fare in questa stanza?

Data: 20-05-2012

 A tutti è capitato di entrare in una stanza e chiedersi «cos’è che sono venuto a fare qui?», senza riuscire più a ricordarne il motivo. Qualche volta basta tornare nella stanza dalla quale si proviene perché di colpo torni alla mente cosa si sarebbe voluto fare nell’altra stanza, ma molte altre volte il ricordo svanisce invece del tutto. E’ uno strano fenomeno che adesso ha una precisa spiegazione psicologica, proveniente dal risultato di una ricerca pubblicata su The Quarterly Journal of Experimental Psychology. La spiegazione è che quando cambia l’ambiente circostante, la memoria in qualche modo si riorganizza, lasciando andare i ricordi che appartenevano all’ambiente precedente. Un meccanismo che evidentemente serve a rendersi disponibili ad acquisire nuovi dati probabilmente più utili. Quindi, ogni volta che si attraversa una porta, il sistema mnemonico tende a resettarsi, a cancellare, qualche volta solo provvisoriamente, alcuni dati di memoria recente che nel nuovo ambiente potrebbero non essere più necessari.

L'ESPERIMENTO - La ricerca, realizzata da un gruppo di studiosi del Department of Psychology dell’University of Notre Dame, nell’Indiana, guidati da Gabriel Radvansky, è stata alquanto complessa, anche perché in realtà già era conosciuto da studi precedenti questo strano fenomeno della porta, ma si trattava di risultati di sperimentazioni che si erano svolte solo in ambienti virtuali. La ricerca effettuata dal gruppo guidato da Radvansky è stata invece realizzata non solo in ambienti virtuali, ma anche in ambienti reali, essendo stata studiata su tre esperimenti diversi. Nel primo, i partecipanti, 55 studenti dell’istituto, si sono mossi in un ambiente virtuale costituito da diverse stanze. In ognuna di queste stanze c’erano uno o due tavoli sui quali erano posati oggetti virtuali che una volta «presi» sparivano alla vista del soggetto, che poi proseguiva verso altre stanze. Subito prima e subito dopo l’attraversamento della porta, al soggetto veniva chiesto di ricordare quale fosse l’oggetto raccolto, ed è così che si è scoperto che anche quando la distanza percorsa era la stessa, la capacità di ricordare risultava significativamente diminuita dopo aver attraversato la porta. Lo stesso esperimento è poi stato ripetuto in un ambiente reale utilizzando delle scatole per nascondere gli oggetti raccolti dai tavoli, ottenendo una conferma di quanto si era visto nell’ambiente virtuale: anche in questo caso, il passaggio attraverso la porta tendeva a “cancellare” la memoria di quale fosse l’oggetto nella scatola. Infine, nel dubbio che non fosse il passaggio attraverso la porta a cancellare la memoria, ma fosse il semplice fatto di trovarsi in un ambiente diverso, è stato realizzato un terzo esperimento nel quale i soggetti passavano attraverso alcune porte per poi tornare nella stanza iniziale nella quale avevano raccolto l’oggetto. Anche in questo caso però la memoria risultava significativamente cancellata, a conferma che la “riformattazione” della memoria avviene proprio mentre si esce da un ambiente e si varca la fatidica soglia.

GLI ANIMALI - Lo strano fenomeno non è tipico solo dell’Uomo. Dice Radvansky: «Può essere osservato anche negli animali allenati a rintracciare oggetti; quando passano da una regione all’altra è come se resettassero completamente quello che stanno facendo».

Danilo di Diodoro24 aprile 2012

http://www.corriere.it/salute/12_aprile_24/memoria-%20stanza-porta-diodoro_18c369f2-1f39-11e1-befb-0d1b981db5e8.shtml

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