Esempi di Mappe

Per capire l’uso pratico di una Whymap non c’è niente di meglio di qualche esempio.

I valori che daremo sono arbitrari, ma anche variandoli molto spesso una situazione cambia di poco. Possiamo spostarci da un quadrante ad un altro, ma è la linea dell’efficienza a darci il vero responso. Se non andiamo verso il massimo, otteniamo poco.

Cominciamo da una mappa personale.

Lorraine, la mia insegnante d’inglese, voleva comprarsi un appartamento, ma temeva di ritrovarsi in  ristrettezze economiche. Allora le ho chiesto di fare una Whymap. Ecco come lei vedeva la situazione se comprava un appartamento: 

In positivo per lei: maggior libertà (+ 90), più spazio (+ 70), maggior sicurezza in se stessa (+ 90). 

In negativo per lei: pagare il mutuo (- 60), maggior lavoro per pagarlo (- 50), più stress (- 60).

In positivo per gli altri: più spazio per amici e studenti (+ 50), la banca ci guadagna (+ 60).

In negativo per gli altri: lei sarà più nervosa con le altre persone per il pensiero del mutuo (- 50).

Il risultato sulla Whymap ricade ne Quadrante Blu, quindi è positivo, ma l’efficienza per il sistema è bassa. A questo punto le ho chiesto: come puoi migliorare il risultato? Lei mi ha guardato senza capire. “Questi sono dati di fatto, non possono essere cambiati”, mi ha risposto.

Allora le ho detto: perché non comprare un appartamento con 2 stanze in più, da affittare a studenti? Potresti dare loro lezioni d’inglese, e così, tra l’affitto e le lezioni, pagarti il mutuo abbondantemente.

Sulla Whymap andavano dunque aggiunte le seguenti voci:

Per lei: Soldi dall’affitto (+ 70), soldi dalle lezioni (+ 60), più lavoro in casa (- 40), maggior costo mutuo (- 90), meno tranquillità in casa (- 30), più tranquillità economica (+ 90).

Per gli altri: convenienza per gli studenti, che avrebbero l’insegnante in casa (+ 80).

L’efficienza migliorava sensibilmente!

- “E’ proprio una buona idea”, è stata la sua risposta.

 

Una mappa ambientale

Tra i vari usi di una Whymap molto importante è quello ambientale. Il pianeta su cui viviamo è un sistema interconnesso, in cui tutto si interseca e interagisce. Ciò che per noi è rifiuto è cibo per un’altra specie, e così avanti, in un meccanismo a cascata in cui tutto viene riutilizzato. Ciò significa che ogni nostra azione ha degli effetti sull’ambiente, ma siccome ci viviamo dentro ha effetti anche su di noi, rendendoci la vita più facile o più difficile a seconda di come ci siamo mossi.

Dunque è fondamentale, prima di mettere in atto qualsiasi progetto, valutare che in futuro non si ritorca su di noi.

Vediamo un esempio semplice, come il gettare una carta per terra. Se la gettiamo per strada il beneficio per noi è che ce ne liberiamo senza perdere tempo (+ 20). Il negativo per noi è: senso di colpa (- 80), possibili ripercussioni con la legge (- 50). Per gli altri non ci sono effetti positivi, ma solo negativi: lavoro per raccoglierla (- 40), tempo perso (- 30), problema per l’ecologia (- 60), indecoroso da vedere (- 80).

Il risultato sulla Whymap è scadente.

Vediamo cosa succede se mettiamo la carta negli appositi contenitori. Senso di soddisfazione (+ 50), dare l’esempio (+ 40), rispetto della legge (+ 50), esserci liberati del problema (+ 60). Non ci sono effetti negativi, tranne il maggior tempo perso (- 20). Per gli altri: aiuto per l’ambiente (+ 80), possibilità di riciclo (+80), lavoro per il trasporto (- 30).

L’efficienza per la società migliora di tantissimo!

 

Infine una mappa aziendale.

Qualche tempo fa, in un’azienda della mia città, si è deciso di aumentare la competizione interna per favorire la produttività. A tale scopo è stato creato un sistema di pagamenti virtuali tra dipartimenti, che quindi competevano tra di loro per migliorare il loro budget. Ovviamente i migliori avrebbero ottenuto vantaggi, i peggiori avrebbero rischiato decurtazioni della paga e licenziamento.

I risultati a livello personale sono stati: Aumento dell stress (- 100), maggior carico di lavoro (-60), infelicità (- 70), invidie (- 70). A livello della società si è avuto: rottura di rapporti sociali (- 90), licenziamenti di persone valide (- 100), calo della produttività (- 80), tensioni con la clientela (- 70), diminuzione di introiti (- 60). Il vantaggio sperato all’inizio, l’aumento della produttività, si è tradotto in un calo notevole dell’efficienza. Un boomerang che, tra l’altro, ha distrutto irrimediabilmente rapporti sociali che funzionavano da molti anni.

Vediamo adesso una società in cui si cerca di favorire la flessibilità, la collaborazione, le attività sociali, in cui i maggiori introiti vengono suddivisi fra tutti.

Per l’azienda: maggior produttività tra i dipendenti più motivati (+ 80), clienti soddisfatti (+ 80), maggiori introiti (+ 70), i più bravi restano nell’azienda e crescono con essa (+ 90), calo di produttività tra i dipendenti meno motivati (- 50). Per i dipendenti: maggior tranquillità (+ 40), orgoglio di lavorare nella propria azienda (+ 60), soddisfazioni personali (+50), maggiori introiti (+ 60), acquisizione di maggior professionalità (+ 70), più lavoro (- 70), meno tempo libero (- 40).

L’efficienza del sistema azienda migliora sensibilmente.

 

 

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