Il politico non collabora? Gli manca l'empatia

Data: 13-05-2012

 

MILANO - L’empatia e quindi la collaborazione tra diversi gruppi politici è molto difficile da raggiungere, e non solo per cattiva volontà: secondo quanto emerso da una ricerca realizzata da alcuni psicologi dell’Università del Michigan, chi appartiene a un gruppo ha un’instrinseca difficoltà a mettersi nei panni di chi è percepito come avversario o comunque esterno al proprio gruppo di riferimento. Anche persone che dimostrano di essere fortemente empatiche verso chi è percepito come simile, perdono questa loro capacità quando sono chiamate a immedesimarsi in chi appartiene a gruppi di riferimento diversi.

 

PROIEZIONE EGOCENTRICA - A monte di questa ricerca c’è il dato ormai acquisito della tendenza che hanno gli esseri umani a proiettare sugli altri i propri tratti di carattere, le proprie attitudini e i propri punti di vista. Gli psicologi chiamano questa caratteristica “proiezione egocentrica”. In sostanza vuol dire che quando non abbiamo informazioni specifiche su quale sia il vissuto di un’altra persona, automaticamente tendiamo ad attribuirle i nostri stessi sentimenti e le nostre modalità di essere. È una distorsione nella comprensione degli altri che ormai viene largamente accettata come dato di fatto dagli psicologi. Tuttavia, dall’esperimento condotto nell’Università del Michigan è emerso che questa distorsione, che comunque è poi anche alla base della capacità di provare empatia, non è presente nei confronti di persone percepite come estranee al proprio gruppo di riferimento. In questi casi può diventare molto difficile mettersi nei panni dell’altro, una caratteristica fondamentale della collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni.

L'ESPERIMENTO - Gli psicologi che hanno realizzato l’esperimento, pubblicato sulla rivista Psychological Science, Ed O’Brien e Phoebe Ellsworth, hanno intervistato oltre 260 individui, alcuni dei quali erano stati collocati sperimentalmente in condizioni personali difficili, al freddo intenso o fortemente assetati. È stata loro letta una storia riguardante una persona, che poteva essere politicamente orientata verso i repubblicani o verso i democratici, che si trovava sperduta e poco coperta su una montagna innevata, senza acqua né cibo. I partecipanti, che dovevano a loro volta dichiarare il proprio orientamento politico, erano invitati a immaginare quali fosse il vissuto di questa persona. È così che si è arrivati a scoprire che, nei casi in cui l’orientamento politico del partecipante allo studio differiva da quello del personaggio della storia, emergeva un spiccata indifferenza nei confronti delle sue possibili sofferenze. Le conclusioni degli autori. «Abbiamo una sorprendente limitazione nelle nostre capacità di essere empatici con le persone con le quali siamo in disaccordo o dalle quali riteniamo di essere diversi - concludono gli autori della ricerca -. Questa triste conclusione può aiutare a spiegare, almeno in parte, perché i politici continuano a parlarsi addosso e a non essere in grado di cooperare, anche quando ci sono evidenti aree di accordo».

 

Danilo di Diodoro12 aprile 2012 | 12:44

http://www.corriere.it/salute/12_aprile_12/empatia_politica_didiodoro_eafc7aa4-83ba-11e1-8bd9-25a08dbe0046.shtml

 

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